Testudo graeca (Tartaruga greca)
La Testudo graeca viene chiamata anche Testuggine moresca è molto simile alla Testudo hermanni.
Diffusa in un areale enorme che va nel Nord Africa dal Marocco alla Libia, nel Medio Oriente da Israele alla Sira, nella zona Euro-Asiatica dalla Macedonia all’Iran, in Europa dalla Spagna all' Italia, presenta tantissime sottospecie, ciascuna con le proprie caratteristiche a differenza della Testudo hermanni, per esempio, la Testudo graeca ha variazioni di colori e di forme da specie a specie davvero notevoli.
Ecco le caratteristiche principali:
Nome scientifico: Testudo graeca
Nome comune: Testuggine greca
Tassonomia:
T. graeca ha un areale di distribuzione molto ampio, in cui si è diversificata in numerose sottospecie, tanto che si ritiene una specie in attiva differenziazione evolutiva. La classificazione delle diverse sottospecie (che differiscono per dimensioni, colorazione e piccole variazioni della forma della corazza) è un argomento complesso e dibattuto, in continua revisione, anche in base agli studi genetici. Sono state proposte una ventina di sottospecie, tra cui:
T. g. graeca (Nord Africa e Spagna meridionale,Sardegna).
T. g. anamurensis (Turchia).
T. g. armeniaca (Caucaso).
T. g. cyrenaica (Libia).
T. g. ibera (Grecia, Serbia, Romania, Iran e Turchia).
T. g. Lammberti (Marocco).
T. g. marokkensis (Nord Marocco).
T. g. nabeulensis (Tunisia).
T. g. nikolskii (Georgia, Caucaso occidentale).
T. g. pallasi (Daghestan).
T. g. soussensis (Sud Marocco).
T. g. terrestris (Israele, Libano, Giordania,Siria).
T. g. zarudnyi (Est Iran).
T. g. whitei (Algeria)
Alcune popolazioni dell’Algeria e della Tunisia erano persino state collocate in un genere a parte (Furculachelys), ma questa suddivisione non è stata successivamente ritenuta valida. Considerata la confusione tassonomica, è molto difficile riuscire a riconoscere la sottospecie corretta (anche per la variabilità di colorazione nell’ambito della stessa sottospecie), a meno che non si conosca la zona di origine.
Le diverse sottospecie possono incrociarsi tra loro, dando origine a una prole dalle caratteristiche ancora diverse.
Nella descrizione che segue si farà riferimento solo a T. g. graeca e T. g. ibera, le più diffuse.
L'origine e il suo habitat naturale:
T. g. graeca è originaria del Nord Africa, Spagna meridionale, introdotta in Sardegna e Toscana, vive in un habitat semiarido costituito da boscaglia e caratterizzato da variazioni stagionali. Nelle aree meridionali del suo range di distribuzione è attiva durante il periodo invernale, che è a clima mite, mentre nei periodi più caldi va in estivazione sottoterra. E' stata introdotta in Italia in particolare in Sardegna ed essendo della stessa famiglia presenta dei caratteri morfologici differenti dalle Nord Africane. Nelle aree settentrionali entra invece in letargo per diversi mesi nel corso dell’inverno, mentre è attiva in estate. T. g. ibera ha una zona di distribuzione piuttosto vasta, che va dalla Grecia nord orientale alla Bulgaria, Romania, Turchia, Iran. Il suo habitat va dal livello del mare a 2700 m di altitudine ed è costituito da pianure asciutte, colline cespugliose e boscaglia.
Descrizione:
Le dimensioni sono molto variabili nelle diverse sottospecie. In T. g. graeca la lunghezza media del maschio è di 13-15 cm, mentre la femmina è molto più grande, con una media di 18-22 cm il carapace ha variazioni di colore dal giallo ocra con delle sfumature nere. T. g. ibera è più grande: le dimensioni medie del maschio sono di 18 cm e quelle della femmina di 20 cm, possono anche essere superiori. Una popolazione dell' Anatolian orientale arriva ad una dimensione di 30 cm in su e prende il nome di T.g. ibera east anatolian. Il carapace è ovoidale, a forma di cupola e liscia. Lo scuto sopracaudale è solitamente unico, ma in alcuni soggetti è diviso, come in T. hermanni (nella quale, però, il quinto scuto centrale è molto più largo del quarto, a differenza di T. graeca in cui il quinto scuto centrale è più stretto del quarto). Il margine posteriore è più o meno svasato e leggermente seghettato. La parte posteriore delle cosce, ai lati della coda, presenta un caratteristico tubercolo corneo, mentre la punta della coda è arrotondata ed è assente l'astuccio corneo tipico delle T. hermanni. Il carapace può essere giallo o marroncino con aree pigmentate scure di estensione estremamente variabile, che possono renderlo quasi completamente nero. Il piastrone è giallo, marroncino o nero e possono essere presenti aree scure di estensione variabile. Nelle femmine adulte sul piastrone è presente una cerniera che rende la parte posteriore leggermente mobile.
Dimorfismo sessuale:
Sono presenti le tipiche differenze di sesso: il maschio adulto è più piccolo, ha una coda più larga e più lunga e l’apertura cloacale più distante dalla base della coda.
Alimentazione:
L’alimentazione, strettamente vegetariana e ricca di fibra e di calcio, è simile a quella di T. hermanni, con la differenza che T. graeca consuma una maggior quantità di fiori.
Curiosità:
La denominazione di T. graeca da parte di Linneo non è perché proviene dalla Grecia, ma per il fatto che i disegni del carapace ricordano un mosaico greco. T.g. ibera era stata definita come specie a sé nel 1814 da Peter Simon Pallas, naturalista tedesco; nel 1946 l’erpetologo tedesco Robert Mertens la declassò invece a sottospecie di T. graeca. T. graeca può incrociarsi con T. marginata e dar luogo a ibridi fertili, il che dimostra la vicinanza genetica delle due specie.
Letargo:
Si
Gruppo riproduttore:
Il mio gruppo riproduttore di: T.g.ibera è composto da 3 Maschi e 7 Femmine; T.g.ib. east anatolian 1 Maschio e 2 Femmine; T.g.ib. anaurensis 1Maschio e 1Femmina
Legislazione:
È inclusa in Appendice II CITES e in Allegato A del Reg. CE 1332/2005.
