L'alimentazione
Le tartarughe terrestri mediterranee (Testudo hermanni, Testudo graeca, Testudo marginata) sono strettamente erbivore.
In natura si cibano esclusivamente di vegetali integrando piccoli quantitativi di invertebrati come lumache e piccoli insetti. Le loro necessità nutrizionali, pertanto, anche in cattività andranno assolutamente rispettate, tenendo presente che in ambienti circoscritti non disperdono la stessa energia muscolare rispetto a quanto accade nel loro habitat naturale, di conseguenza è importante non sovralimentare la tartaruga somministrandole eccessive quantità di cibo.
Il loro regime alimentare, assolutamente vegetariano, dev’essere povero di grassi, molto scarso di proteine, molto ricco di sali minerali e di oligoelementi. Il rapporto medio calcio/fosforo (Ca/P) deve obbligatoriamente essere superiore o per lo meno uguale a 2.
Queste piante ed erbe spontanee sono particolarmente adatte all'alimentazione e possono essere lasciate crescere nel recinto e nel giardino in modo che siano sempre a disposizione dell'animale:
tarassaco (Taraxacum sp.)
trifoglio (Trifolium sp.) [soprattutto trifoglio bianco (Trifoglium repens)
cicorie (tutte le varietà) (Chicorium intibus)
dente di leone (Leontodon sp.)
piantaggine (Plantago major e Plantago lanceolata)
erba medica (Medicago sativa)
sedum (tutte le varietà) (Sedum sp)
crespigno comune (Sonchus sp.)
ortica (Urtica dioica, falciata e lasciata sul terreno)
lamio bianco o falsa ortica bianca (anche se assomiglia all’ortica ma non è urticante) (Lamium album)
vilucchio/convolvolo dei campi (Convolvulus arvensis)
crescione dei prati (Cardamine pratensis)
valerianella selvatica (Valerianella locusta)
acetosella (Oxalis acetosella)
cinquefoglia comune (Potentilla reptans)
ombelico di venere comune (Umbilicus rupestris)
malva (Malva sp.)
salvastrella (Sanguisorba minor e Sanguisorba officialis)
viola/violette (Viola sp.)
pratoline/margheritine (Bellis perennis)
galinsoga (Galinsoga sp.) (le giovani foglie vicino al suolo sono le migliori)
enagra (Oenothera sp.) (foglie)
poligono convolvolo o erba leprina o convolvolo nero (Fallopia convulus o Poligonum convolvulus, in quantità moderate)
picris (Picris sp.)
coriandolo (Coriandrum sativum)
coda di topo (Phleum pratense).
Qualora non sia possibile coltivare o somministrare le predette erbe selvatiche, è possibile completare il suddetto menu con dei vegetali provenienti da orticoltura destinati all’alimentazione umana. In particolare si consigliano: cicoria, radicchio, indivia, scarola, basilico, in proporzioni decrescenti.
Altre verdure commerciali, preferibilmente lavate e non trattate, che si possono somministrare sono:
gambi e foglie di hibiscus (da evitate il fiore soprattutto quando è diventato rosso)
crescione
prezzemolo
Insalate derivate dalla cicoria, ossia:
cicorie selvatiche
dente di leone
invidia, insalata belga
chioggia
invidia riccia
scarola
barba di cappuccino
invidia rossa
veronese (radicchio di Verona)
trevigiana (radicchio di Treviso)
pane di zucchero
carmine
foglie di rapa
racchette e frutto del fico d’india (non è indispensabile rimuovere le spine)
soncino, valerianella
rutabaga
verza
foglie di barbabietola
gambo del broccolo (non il fiore)
sedano in gambo.
Si ritiene, però, di dovere somministrare una buona fonte complementare di calcio alle proprie tartarughe, piuttosto che dare del calcio in polvere si può schiacciare, di tanto in tanto, un guscio d’uovo molto finemente fino a renderlo polvere: non solo contiene del calcio ma è anche fonte di altri elementi nutritivi. Si può anche dare un osso di seppia intero, prestando attenzione ad arrotondare con cura i bordi taglienti, fonte di pericoli per la cavità orale e per lo stomaco.
Se il carapace della tua tartaruga è bello liscio, con una forma a cupola ben definita, la tartaruga è alimentata correttamente.